Matteo Thun disegna per il Altstadt Vienna
Matteo Thun & la Vienna di Josefine Mutzenbacher
L’Altstadt Vienna è alloggiato in un interessante edificio nel quartiere dello Spittelberg. Nel luglio 2006 otto camere e una suite sono state disegnate da Matteo Thun, che fa rivivere il periodo "fine secolo" e il particolare stile di vita che lo ha caratterizzato.
Give life love - Matteo Thun all'hotel Altstadt Vienna
La borghesia di quell'epoca vacilla tra ottimismo e tedium vitae, tra frivola spensieratezza e morboso decadentismo. Celebra se stessa negli eleganti caffè, nei cabaret, nei salotti e nelle sale da concerto approfittando del proprio benessere.
Il bisogno assoluto di divertimento, il desiderio di distaccarsi da una realtà non sempre soddisfacente fanno fiorire arte e cultura.
Vienna, come nessun'altra capitale europea, era il posto ideale per l’esplorazione del corpo nudo e per la riscoperta della sessualità; lo scandalo è oggetto di raffinata bramosia. Simbolo di questo periodo ed espressione dell’infrazione della moralità e dei suoi codici è Josefine Mutzenbacher, la più nota prostituta della metropoli asburgica.
Un soffio d'erotismo
E proprio alla sua personalità si è ispirato Matteo Thun per realizzare le camere dell’hotel. Entrando l'ospite si sente immediatamente nel mondo della Mutzenbacher e nella Vienna fin de siècle. Lo sguardo è subito attratto da un quadro di grande formato che rappresenta un nudo.
I colori scuri predominano in tutte le camere: il parquet è di rovere brunito, la carta da parati ha un disegno floreale che richiama un damascato. L'elegante atmosfera è arricchita da mobili (Wittmann) rivestiti di velluto rosso, da poltrone «Villa Gallia» disegnate da Josef Hoffmann e da lampadari di produzione ceca. Tutto evoca i salotti viennesi e i loro fastosi ricevimenti. Le tende di colore crema che hanno lo stesso disegno come la stoffa da parati rimuovono questo ambiente.
Alcuni mobili, come la scrivania e la testata del letto in capitonné, sono stati creati da Wittmann secondo un disegno di Matteo Thun.
La reinterpretazione della Belle Epoque
Nel bagno le pareti sono rivestite da mosaici in vetro nero di Bisazza; alcune pietre Swarovski, applicate singolarmente, creano punti luminosi; il pavimento è di marmo nero lucido. Lo sfondo scuro, in elegante contrasto con i rubinetti in ottone cromato («Bellagio» di Zucchetti) e con il bianco dei lavandini («Roma» di Catalano), crea un’atmosfera lussuosa. Ogni stanza ha un nome intessuto nel tappeto grigio scuro (custom-made da Tollgate).
La suite è ispirata a quelli che possiamo immaginare fossero i signori della casa e ai loro ospiti della Vienna Belle Époque. Diversamente dalle altre stanze, la tappezzeria è rigata, divano e poltrona di Wittmann sono rivestiti di pelle marrone, il tappeto è color cognac. L'elemento più appariscente della suite è la vasca da bagno collocata su un piedistallo, così come il lavandino e lo specchio. La cerimonia del bagno assume così modalità e significato particolari: il proprio corpo viene messo in mostra, un rituale di seduzione viene messo in scena.
DATI TECNICI: albergo quattro stelle 8 stanze, 1 suite da 450 mq progettate da Matteo Thun
TEAM: Matteo Thun, Michael Catoir, Gunhild Breloh, Sabrina Wilms






