L’Altstadt Vienna è ospitato in un interessante edificio nel quartiere di Spittelberg. Otto camere e una suite sono state pensate da Matteo Thun, che fa rivivere in chiave moderna il periodo ‘fine secolo’ e il particolare stile di vita che lo ha caratterizzato.
La borghesia di quell’epoca vacilla tra ottimismo e tedium vitae, tra frivola spensieratezza e morboso decadentismo. Celebra se stessa negli eleganti caffè, nei cabaret, nei salotti e nelle sale da concerto facendo sfoggio del proprio benessere. Il bisogno assoluto di divertimento, di altro, il desiderio di distaccarsi da una realtà non sempre soddisfacente fanno fiorire arte e cultura.
Vienna, come nessun´altra capitale europea, è la cornice ideale per l’esplorazione del corpo nudo e per la riscoperta della sessualità; lo scandalo è oggetto di raffinata bramosia. Simbolo di questo periodo ed espressione dell’infrazione della moralità e dei suoi codici è Josefine Mutzenbacher, la più nota prostituta della metropoli asburgica.
E proprio alla sua personalità si è ispirato Matteo Thun per realizzare le camere dell’hotel. Entrandoci, l’ospite viene immediatamente rapito nel mondo della Mutzenbacher e nella Vienna fin de siècle. Lo sguardo è subito attratto da un quadro di grande formato che rappresenta un nudo.
I colori scuri predominano in tutte le camere: il parquet è di rovere brunito, la carta da parati ha un disegno floreale che richiama un damascato. L’elegante atmosfera è arricchita da mobili (Wittmann) rivestiti di velluto rosso, da poltrone «Villa Gallia» disegnate da Josef Hoffmann e da lampadari di produzione ceca. Tutto evoca i salotti viennesi e i loro fastosi ricevimenti. Le tende color crema che richiamano, nel disegno, la carta da parati alleggeriscono l´ambiente.
Alcuni mobili, come la scrivania e la testata del letto in capitonné, sono stati creati da Wittmann su disegno di Matteo Thun.
Nel bagno le pareti sono rivestite da mosaici in vetro nero di Bisazza; alcune pietre Swarovski, applicate singolarmente, creano punti luminosi; il pavimento è di marmo nero lucido. Lo sfondo scuro, in elegante contrasto con i rubinetti in ottone cromato («Bellagio» di Zucchetti) e con il bianco dei lavandini («Roma» di Catalano), crea un’atmosfera lussuosa. Ogni stanza ha un nome intessuto nel tappeto grigio scuro (custom-made da Tollgate). La suite è ispirata a quelli che possiamo immaginare fossero i signori della casa e ai loro ospiti della Vienna Belle Époque. Diversamente dalle altre stanze, la tappezzeria è rigata, divano e poltrona di Wittmann sono rivestiti di pelle marrone, il tappeto è color cognac. L’elemento più appariscente della suite è la vasca da bagno collocata su un piedistallo, così come il lavandino e lo specchio. La cerimonia del bagno assume così modalità e significato particolari: il proprio corpo viene messo in mostra, un rituale di seduzione viene messo in scena.
DATI TECNICI: albergo quattro stelle 8 stanze, 1 suite da 450 mq progettate da Matteo Thun
TEAM: Matteo Thun, Michael Catoir, Gunhild Breloh, Sabrina Wilms
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